FILT CGIL MARCHE,“MUOVERSI NELL’ENTROTERRA MARCHIGIANO”: CONTRO LO SPOPOLAMENTO, LE INFRASTRUTTURE ‘SOCIALI’
 

 
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FILT CGIL MARCHE,“MUOVERSI NELL’ENTROTERRA MARCHIGIANO”: 

CONTRO LO SPOPOLAMENTO, LE INFRASTRUTTURE ‘SOCIALI’

 

Ancona, 6 febbraio 2020 - La ricostruzione post sisma, a partire dal sistema dei trasporti, come volano di un’economia marchigiana oggi quanto mai debole. E’ il tema al centro del dibattito del convegno “Muoversi nell’entroterra marchigiano: esperienze ed idee per una nuova mobilità che rivitalizzai i territori in declino”, in  corso oggi a Macerata, presenti tra gli altri  Stefano Malorgio, segretario nazionale Cgil, Valeria Talevi, segretaria generale Filt Cgil Marche e Walter Cerfeda, presidente Ires Marche.

I DATI – L’analisi è impietosa: da un’indagine del 2019 di Terre di Ricerca relativo allo spopolamento dei territori delle Marche colpiti dal sisma,  si scopre che già nei tre anni precedenti al terremoto, risulta scomparsa un’area la cui estensione è pari a quella di un comune come San Ginesio. Tra il 2016 e il 2019,  il calo della popolazione è stato dell’1,2%: praticamente  è sparita una cittadina come Matelica.  Tra i due trienni di osservazione, il fenomeno ha dunque avuto un incremento del 170%. Non solo: un’inchiesta condotta su un campione di oltre 1136 residenti, rivela che il 94%  non ritornerebbe  nelle aree colpite per il peggioramento della situazione economica. Dati preoccupanti per la Filt Cgil secondo cui il declino di queste zone porta inevitabilmente a un declino di tutta la regione.  Dichiara Valeria Talevi, segretaria generale Filt Cgil: “Proprio per questo, il servizio di trasporto pubblico e una rete infrastrutturale ripristinata sono interventi necessari per il ripopolamento e lo sviluppo non solo del territorio colpito ma di tutte Marche”.

LE PROPOSTE CGIL:  INFRASTRUTTURE ‘SOCIALI’ -  Una rete infrastrutturale importante  è in grado di connettere l’intero sistema produttivo locale al suo interno,  quello italiano e marchigiano con i gateways verso i mercati internazionali come porti, valichi alpini, corridoi e hub energetici. E’ fondamentale poi rilanciare una dimensione sociale delle infrastrutture ovvero la necessità di promuovere servizi di utilità pubblica per favorire il ripopolamento, magari con tariffe agevolate o creando sinergie tra i vari tipi di trasporto. Tra le questioni più urgenti da risolvere, inoltre, c’è quella della A14. “La situazione non è più sostenibile – spiega Talevi - : la società Autostrade ha chiesto ulteriori 6 mesi per ripristinare la normale viabilità del tratto tra Porto Sant’Elpidio. Occorre accelerare i tempi e ripensare un nuovo modello di sviluppo che si basi non solo sulla rete viaria poiché la paralisi in corso nella A14, la seconda dorsale nord-sud più importante del paese, determina ricadute sul traffico locale della Statale Adriatica”.

Sul fronte del trasporto pubblico locale su ferro e gomma, per la Filt Cgil è prioritaria la realizzazione della Civitanova-Albacina che con l’elettrificazione della linea renderà i collegamenti più veloci e meno inquinanti,  migliorare la transitabilità della linea ferroviaria Roma-Ancona e  realizzare il raddoppio della Orte-Falconara per il quale mancano 600 milioni. Per quest’ultima opera, particolarmente vantaggiosa risulterebbe la realizzazione del tratto tra Fabriano, Albacina e Castelplanio: il raddoppio della tratta prevede un intervento per circa 21 chilometri, molto utili per scopi sociali, turistici e ambientali dell’intera area,

Tra gli altri interventi al convegno, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, Nicola D’Alessandro, direttore territoriale Rfi, Stefano Belardinelli, presidente Cotram Spa e Fausto Del Rosso, direttore regionale Trenitalia spa.