EMERGENZA COVID-19, APPELLO DEI SINDACATI DEL SETTORE TERZIARIO AL GOVERNATORE DELLA REGIONE
 

 
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EMERGENZA COVID-19, APPELLO DEI SINDACATI DEL SETTORE TERZIARIO

AL GOVERNATORE DELLA REGIONE

 

Ancona, 19 marzo 2020 - E’ un appello accorato quello che le Federazioni regionali di categoria rivolgono al Governatore delle Marche con una lettera che si prefigge di dar voce agli addetti del settore terziario, costretti a coprire turni di lavoro che arrivano spesso ben oltre le 20.00 e si ripetono sette giorni su sette dei quali la domenica costiuisce per gli operatori l’ennesima esposizione al rischio di contagio e per i cittadini solo l’escamotage per allentare le misure restrittive e vivere “alla vecchia Maniera”.
Ma SARS COV2 non fa distinzioni: contagia anche cassieri, banconieri, macellai, addetti ausiliari per i quali la mascherina non è ancora un DPI obbligatorio, ma il prodotto di battaglie quotidiane che comportano spesso facili valutazioni e giudizi; non mancano infatti i tanti “lasciamo ai medici le mascherine” a cui si prestano diversi soggetti , spesso anche quelli preposti ai controlli. Ma per i lavoratori del settore, la distanza di un metro non sempre può essere garantita e l’installazione delle barriere protettive è una misura che stenta ad essere attuata e comunque non sempre realizzabile: i banchi serviti, i box informazioni, le casse automatiche e tutta la vendita assistita ne sono completamente privi.
L’ingresso contingentato e la modalità di spesa “uno per famiglia” sembra non piacere ai Marchigiani, eppure oggi l’italia guadagna il podio : prima nazione al mondo per numero di morti e le Marche si collocano tra i primi posti per il numero di contagi.
Per questo a nome e per conto di tutti i lavoratori che devono garantire la vendita di beni alimentari, ferramenta, ecc.. le Federazioni regionali di categoria intravedono come unica soluzione da attuare con intervento diretto della Regione Marche, quella di limitare gli orari: chiudere la domenica e contenere alle 18.00 l’apertura serale ed organizzare su turno unico l’orario giornaliero in modo da contenere gli spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro e rientrare al proprio domicilio.
Tali misure si rendono quanto più necessarie anche alla luce delle disposizioni del decreto legislativo “Cura Italia” del 17 marzo 2020 in materia di congedo straordinario e fruizione permessi ex Legge 5 febbraio 1992 n. 104 che determineranno nei fatti un probabile depauperamento degli organici dei singoli esercizi e quindi possibili interruzioni o difficoltà nell’organizzazione del servizio.
In agguato anche la “concorrenza sleale” e la concentrazione degli acquisiti nelle realtà più virtuose. Molte imprese del settore, raccogliendo le ragioni sollevate dalle organizzazioni sindacali, stanno anticipando l’orario di chiusura serale e chiudono per l’intera giornata la domenica. Tutto ciò, pur volgendo nella direzione auspicata, creerà nei fatti uno svantaggio per le imprese più sensibili al tema sicurezza producendo inoltre, in assenza di una indicazione univoca, disomogeneità e confusione fino a dar luogo a fenomeni di sovraffollamento nei punti vendita che rimarranno aperti. Aumenterà così il rischio di possibile contagio alimentando pericolosamente quel sentimento di paura che nelle collettività può facilmente diventare vera psicosi.