Fillea CGIL e CGIL Marche su indagine Sisma Marche 2016

L’operazione antimafia che parte da Ancona, dalla regione Marche ma che si allarga e coinvolge numerose province e regioni d’Italia sta facendo emergere pericolose infiltrazioni criminali e mafiose negli appalti pubblici, nei subappalti a cascata, ed anche nella ricostruzione del Sisma 2016. Ancora una volta ci troviamo di fronte a fenomeni di opacità e corruzione che puntualmente trovano terreno fertile nelle ingenti risorse di investimenti, come quelli della ricostruzione che fanno gola alla criminalità ed alle mafie.

La Fillea Cgil e la Cgil Marche, come sindacato, hanno sempre denunciato i rischi che oggi, ma anche nel passato, si sono palesati grazie al lavoro incessante della polizia giudiziaria e della magistratura.

Prevenire è necessario e doveroso per contrastare l’illegalità e le pratiche criminali.

Gli accordi sindacali realizzati, i protocolli di legalità, dal durc di congruità al badge di cantiere sono importanti e necessari ma da soli non possono bastare se non si rende tracciabile la spesa dei flussi finanziari.

Vigilanza, controllo, rafforzamento della cultura della legalità sono indispensabili per non infiltrare l’economia sana dei territori e non fare pagare ai lavoratori prezzi che mettono a rischio la loro sicurezza e il loro futuro e promuovere le imprese sane ed operose del territorio.

In attesa di conoscere ulteriori elementi dell’inchiesta, desta molta preoccupazione la ramificazione delle infiltrazioni criminali nelle diverse istituzioni in molte regioni d’Italia, a dimostrazione di un sistema evoluto, che va ben oltre le tradizionali inchieste antimafia.

Ma desta ulteriore preoccupazione la fragilità del sistema imprenditoriale e istituzionale che in questo caso non avrebbe mostrato i necessari anticorpi a fenomeni degenerativi.

Da quanto apprendiamo dalle ricostruzioni delle ultime ore dalla stampa, vi è l’impressione che ci troviamo di fronte a fenomeni criminali con organizzazioni criminali trasversali che evidentemente hanno trovato nuovi equilibri e nuove forme di infiltrazioni nelle pubbliche amministrazioni e nelle stazioni appaltanti, e di certo aver depenalizzato il reato di abuso d’ufficio non aiuta a fare azioni preventive contro le mafie e per la legalità.