Le Camere del Lavoro delle Marche:
Spesa sociale Comuni: piu’ bassa rispetto alla media nazionale, i marchigiani spendono piu’ degli altri per il sociale. Si spende più per disabili, poco per anziani. In base agli ultimi dati Istat, elaborati da Ires Cgil Marche, nel 2023, nelle Marche la spesa dei comuni per interventi e servizi sociali è di 202 milioni di euro (76,4%), ai quali si aggiungono 39 milioni di compartecipazione degli utenti (15%) e 22 milioni di compartecipazione del Sistema sanitario nazionale (8,5%). Pertanto, il totale della spesa ammonta a 265 milioni di euro. Loredana Longhin, segretaria regionale Cgil: “Subito, investire piu’ risorse per anziani”.
Nelle Marche, la quota di spesa impegnata dagli utenti è superiore rispetto a quella media del Paese (15% vs 7,4%) e delle regioni del Centro (15% vs 7%). L’incidenza della compartecipazione del Ssn risulta minore alla media Paese, sebbene questa sia molto condizionata dall’elevato livello di compartecipazione Ssn in Veneto (59,8%). Al netto della compartecipazione degli utenti e del Ssn, rispetto al 2013 nelle Marche la spesa sociale dei Comuni osserva un aumento assoluto di oltre 29 milioni di euro. Tuttavia, in termini relativi, la crescita (+17,2%) è minore di quella verificatasi nell’intero Paese (+37,3%) e nelle regioni del Centro (+28,2%).
Anche in termini pro-capite, la spesa sociale dei Comuni nelle Marche risulta inferiore a quella del resto del Paese. La spesa pro-capite media è di 137 euro, contro i 172 euro del Centro Italia e i 160 euro del valore medio italiano.
Osservando il dettaglio per area di utenza, con oltre 74 milioni di euro l’area disabilità detiene la quota maggiore delle risorse impegnate per la spesa sociale nella regione (36,6%). Segue la spesa per famiglie e minori con 63 milioni di euro (31,4%) e, in misura più distaccata, multiutenza (10,4%), anziani (10,3%), povertà e disagio adulti (7,2%), migranti e nomadi (4%) e, infine, la spesa per le dipendenze (0,2% del totale).
Rispetto al 2013 l’aumento generale non si distribuisce omogeneamente tra le varie aree. L’area che osserva il maggior incremento in termini assoluti è quella della disabilità (+23 milioni di euro), mentre in termini relativi la spesa per migranti e nomadi registra la crescita maggiore (+102,9%), seguita dall’aumento della spesa per povertà e disagio adulti (+83%).
A riguardo è utile osservare che dal 2019 (anno pre-covid) al 2023 la spesa per la povertà e disagio adulti esprime l’incremento maggiore tra tutte le aree (+42,7%).
A livello pro-capite, la spesa media più alta si registra nell’area disabili (2.746 euro pro-capite), sebbene con valori significativamente inferiori rispetto al 2013. La spesa per famiglia e minori è pari a 295 euro pro-capite e risulta in costante aumento; segue poi la spesa per migranti e nomadi (62 euro pro-capite) e quella per gli anziani (54 euro pro-capite), anch’essa in flessione nel periodo analizzato.
L’osservazione per macro-area di intervento mostra che la quota più rilevante della spesa viene impegnata in interventi e servizi (51,6%), seguita dalla spesa per strutture (24,8%), sebbene quest’ultima registri una flessione non trascurabile rispetto al 2013 (-6,4%). In merito, infatti, all’inizio del periodo considerato le risorse impiegate in strutture rappresentavano il 31,1% del totale.
Infine, i trasferimenti in denaro incidono per il 23,6% della spesa, con un aumento di 12 milioni (+33,8%) rispetto al 2013.
A livello provinciale, la quota maggiore della spesa sociale viene impegnata nella provincia di Ancona, con oltre 68 milioni di euro (34%). Seguono le province di Pesaro Urbino (45 milioni, 22,3%) e Macerata (45 milioni, 22,3%) e, infine, Fermo (22 milioni, 11,3%) e Ascoli Piceno (20 milioni, 10,2%).
Tra il 2013 e il 2023 la provincia che osserva il maggior incremento è quella di Fermo (+42,9%), seguita da Macerata (+35%).
In termini pro-capite Ancona e Macerata detengono la spesa media più alta (149 euro pro-capite), mentre Ascoli Piceno la più bassa (103 euro pro-capite).
Per Longhin, “i servizi sociali erogati dai Comuni rappresentano l’unico argine di fronte alla deriva delle crescenti disuguaglianze della nostra regione. Tuttavia, nelle Marche vediamo quanto la spesa pro – capite si attesti a livelli inferiori rispetto alla media. In una regione che invecchia sempre di più, sorprende negativamente la flessione per la spesa per gli anziani. E’ urgente investire più risorse economiche per non lasciare indietro chi ha bisogno di protezione, non solo persone povere, marginalizzate, disabili, anziani, minori e famiglie fragili, ma anche sempre più spesso, chi un lavoro ce l’ha.”

