GARANZIA GIOVANI: LA REGIONE STA SBAGLIANDO STRADA

CGIL Marche   Non tanto e non solo perché la Regione ha avviato il confronto su Garanzia Giovani con ritardo, rendendo più difficile e meno fattivo il confronto stesso.Non tanto e non solo perché la Regione Marche non destina proprie risorse aggiuntive a quelle previste dal Programma europeo, come hanno fatto ad esempio altre Regioni a partire da quelle confinanti con le Marche come la Toscana (con ulteriori 18 milioni di euro) e l’Emilia Romagna (con 56 milioni).Garanzia Giovani parte male perché delinea un’idea di servizi pubblici per l’impiego dei quali viene marginalizzato il ruolo, con il forte rischio di spreco delle risorse, procedure meno efficienti e meno rispondenti ai bisogni dei ragazzi che sono la vera priorità di Garanzia Giovani.Riteniamo che l’uso attento delle risorse sia decisivo e deve andare a beneficio dei ragazzi e dei servizi  loro offerti, razionalizzando l’attività burocratica e propedeutica all’intervento per i giovani che deve essere il più possibile teso a favorire il loro ingresso nel mercato del lavoro con concrete opportunità di lavoro.Riteniamo inoltre che i Centri per l’Impiego debbano essere il nodo nevralgico da cui far partire tutte le azioni e la Regione debba fare tutto il possibile affinchè tali strutture vengano messe in condizioni di operare al meglio.Le questioni sono due: o si ritiene che i Centri per l’Impiego siano inadeguati e incapaci di gestire questa partita, e la CGIL non lo pensa, ma in tal caso ci sarebbe una grande responsabilità della politica e di chi ha governato in questi anni, oppure si usa questo argomento come pretesto per perseguire scelte politiche diverse e che ci allontanano dal modello perseguito finora nelle Marche, in Umbria, in Toscana, in Emilia Romagna…Peraltro, questa impostazione della Regione si è sviluppata senza il necessario e adeguato confronto e approfondimento con le Province e con i Centri per l’Impiego che hanno già iniziato ad accogliere i ragazzi.Alla Regione, di cui non comprendiamo le scelte, poiché non è chiaro se si preoccupa di far svolgere al meglio i servizi pubblici o piuttosto intende svendere tali funzioni, chiediamo perché vuole rinunciare a misurarsi su quella che è la sua mission principale: promuovere azioni di crescita sociale attraverso l’occupazione di qualità. Chiediamo inoltre alla Regione se il personale dei Centri per l’Impiego sia una risorsa o un peso.Pertanto, siamo convinti che vada recuperata e salvaguardata l’impostazione inizialmente proposta dalla Regione nella quale si trovava il giusto equilibrio tra ruolo dei servizi pubblici per l’impiego e valorizzazione del contributo offerto dalle strutture private accreditate che per la prima volta inizieranno a operare nelle Marche e che dalla proficua sinergia tra pubblico e privato, ma con una forte governante pubblica, possano essere garantiti servizi efficienti e ottimale uso delle risorse disponibili.Tutto ciò a garanzia dei ragazzi e delle ragazze delle Marche.   

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