GHISELLI (CGIL MARCHE): SULLA RIORGANIZZAZIONE DEGLI ASSETTI ISTITUZIONALI, LA REGIONE HA IDEE CONFUSE

CGIL Marche GHISELLI (CGIL MARCHE): SULLA RIORGANIZZAZIONE DEGLI ASSETTI ISTITUZIONALI, LA REGIONE HA IDEE CONFUSE “E’ sconcertante che la Regione Marche non sappia esprimere una idea coerente e univoca sul progetto di riorganizzazione territoriale delle istituzioni locali”. E’ quanto sostiene Roberto Ghiselli, segretario generale Cgil Marche.Nella conferenza stampa tenuta ieri dal Presidente Spacca e dall’assessore Viventi “è stata rilanciata l’ipotesi di portare a 13 gli Ambiti sociali territoriali, mentre su altri tavoli regionali si ipotizza che gli ambiti ottimale per la gestione associata dei servizi possano corrispondere, con qualche aggiustamento, agli attuali Ambiti sociali ((23)”.“Visto che la confusione è tanta, alimentata in gran parte anche da una lacunosa normativa nazionale – prosegue Ghiselli –  sarebbe opportuno capire se si è d’accordo nell’individuare un solo livello sovracomunale, vicino ai cittadini, nel quale garantire la gestione associata di tutti i servizi e le funzioni fondamentali dei Comuni. Questo non l’abbiamo ancora capito e il modo come la Regione sta affrontando il problema  ci porterebbe al caos più totale dove, nella migliore delle ipotesi, per le diverse attività (servizi sociali, urbanistica, polizia urbana, attività economiche, ecc.) rischiamo di avere diverse dimensioni territoriali”.Delle due una, secondo Ghiselli: “O non si crede nella gestione associata dei servizi, e quindi qualunque nuovo organismo viene istituito non sarebbe altro che una sovrastruttura inutile e costosa, o se ci si crede,  ci devono dimostrare che la gestione di tutte queste attività si possa realizzare in soli 13 ambiti, cosa poco credibile”. Il rischio quindi è “che si fa finta di cambiare ma nei fatti non si cambia niente, si fanno solo spot e non si ha il coraggio politico di avviare riforme vere. Su questo il sindacato, e non da solo, ha da tempo sollecitato la Regione a procedere per riorganizzare le Istituzioni locali con l’obiettivo di spendere meno e dare più servizi ai cittadini ma questi episodi dimostrato che la Giunta regionale non vuole o non sa guidare questo processo…fino a prova contraria.” 

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