“Referendum, riforma della giustizia: perchè votare no”: iniziativa ad Ancona, promossa dalla Cgil, presenti tra gli altri Edmondo Bruti Liberati, già presidente Anm, e Ferrari, segretario nazionale Cgil

“Il referendum sulla riforma della magistratura? Non c’entra nulla con il far funzionare meglio la giustizia. Al contrario: si aprirebbe la strada ad un controllo politico su determinate funzioni che oggi il Governo non ha””. E’ quanto sostiene Loredana Longhin, segretaria regionale Cgil Marche, introducendo i lavori del convegno in programma oggi ad Ancona, “Referendum, riforma della giustizia: perché votare no”, presenti  Edmondo  Bruti Liberati, già presidente Anm, già procuratore della Repubblica di Milano, Marco Bisogni, componente Csm, Christian Ferrari, segretario nazionale Cgil, Renzo Interlenghi, avvocato foro Fermo, Lorenzo Picardi, Upp c/o Corte di Appello di Ancona, e Nicia Pagnani, Anpi Marche.

Longhin indica una serie di priorità, che, a suo avviso, restano irrisolte. Tra queste, al situazione di circa 230 lavoratori precari impiegati nella giustizia, nelle Marche, il cui contributo, sottolinea, “ha già prodotto risultati concreti ma che rischiano di perdere il posto, compromettendo il funzionamento degli uffici”. Si tratta dei lavoratori assunti con il Pnrr che scade il 30 giugno, la cui sorte resta ad oggi nell’incertezza nonostante le rassicurazioni del ministro. Insomma, ricorda Longhin, “i problemi di fondo non  vengono affrontati”.

La decisione della Cgil di sostenere il #NoReferendum  si inserisce in una battaglia più ampia per la tutela dei principi costituzionali e per riforme strutturali efficaci, a “partire dalla legge sul premierato e sull’autonomia differenziata “, conclude Longhin.