Servizi  postali in appalto nelle Marche: Decine di posti di lavoro a rischio

SLC CGIL Marche  Servizi  postali in appalto nelle Marche: Decine di posti di lavoro a rischio   Ancona, 02 agosto 2013 – Il nuovo assetto organizzativo di Poste Italiane SpA legato ai servizi postali sta facendo registrare ricadute sempre più pesanti tra il personale degli appalti, già messi a dura prova con le ultime riorganizzazioni.  Nei lotti dei trasporti postali aggiudicati stiamo assistendo in tutta Italia ad un lento stillicidio di tagli di ore di lavoro che impattano sui livelli occupazionali. I lavoratori degli appalti si vedono ridurre ulteriormente le ore di servizo già limitate dai contratti part time con cui sono assunti, come il caso di Ascoli Piceno, fino a vedere minacciato il proprio posto di lavoro dal licenziamento. Nelle Marche tutto ciò rischia di provocare decine di licenziamenti. Nonostante infatti le rassicurazioni di Poste Italiane sulla non riduzione di servizi, nella  zona di Ascoli Piceno sono state tagliate più di 8 ore giornaliere di servizio con la conseguenza  che la ditta appaltatrice ha individuato 2 esuberi, a Pesaro e Ancona si delinea altrettanto che si aggiunge ad una consistente riduzione dell’orario per i rimanenti  lavoratori, che oltretutto non hanno la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali. In un periodo di crisi come quello attuale, non potendo i lavoratori interessati essere ricollocati dalla ditta appaltatrice la SLC CGIL Marche  ritiene che la responsabilità principale ricada proprio su Poste Italiane SpA . SLC-CGIL chiede all’Azienda Poste, come è nelle sue concrete possibilità, un intervento immediato per la riassegnazione dei servizi aggiuntivi alle ditte appaltatrici al fine di mantenere i livelli occupazionali. SLC-CGIL sta chiedendo incontri, a partire da Ascoli Piceno con i Prefetti al fine di scongiurare queste perdite di posti di lavori che metterebbe intere famiglie al lastrico. La decisione è frutto anche della valutazione del bilancio che rende Poste Italiane azienda contro tendenza nel panorama generale, avendo dichiarato ancora nel 2012 1 mld e 32 mln di euro di utile, azienda quindi in grado di esercitare in maniera fattiva la responsabilità sociale di impresa. 

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