Nel 2022 i lavoratori domestici nelle Marche sono stati 23.684, con un decremento rispetto al 2021 pari a -10,7% (-2.833 lavoratori), superiore a quello registrato in Italia (-7,9%): la decrescita ha avuto un impatto maggiore sugli uomini. Anche le donne diminuiscono, ma il loro peso aumenta nel corso del tempo e nel 2022 sono pari al 91%.

La composizione dei lavoratori per nazionalità conferma una forte prevalenza di lavoratori stranieri (66,3% del totale), quota che fa riprendere il trend decrescente sospeso nel 2021.

Prevale la tipologia “badante”, aumento totalmente ascrivibile ai lavoratori italiani, che nel 2022 interessa il 60,9% del totale (tra i più alti a livello italiano), contro il 39,1% della tipologia “colf”.

Relativamente all’età, emerge un progressivo “invecchiamento” della forza lavoro: nel 2022 la classe più frequente è quella “50-59 anni” (36,1%), seguita dalla classe “60 anni e più” (24,5%); gli under 30 sono la classe minoritaria e rappresentano il 4,7% dei lavoratori domestici.

Il 27,4% dei lavoratori domestici ha un orario medio settimanale di “20-29 ore”, che è la classe d’orario più osservata anche nella tipologia “colf”, mentre nella tipologia “badante” la classe d’orario medio settimanale più frequente è quella “30-39 ore”: a lavorare mediamente “fino a 9 ore” settimanali è il 30,4% delle colf e il 4,9% delle badanti, mentre la classe “50 ore ed oltre” interessa lo 0,9% delle colf e il 17,1% delle badanti.

L’analisi dei dati sulle retribuzioni mostra che il gruppo più numeroso dei lavoratori domestici ha una retribuzione annua che non arriva a due mila euro (4.522 lavoratori, pari al 19,1%), seguito dalla fascia di lavoratori con 12 mila euro e oltre (17,8%): per quanto riguarda la classe “colf” il gruppo più numeroso si colloca nella fascia “fino a € 1.999” annui, mentre la classe più frequente nella tipologia “badante” è quella “€ 12 mila e oltre”.

“Il settore delle assistenti familiari è caratterizzato da retribuzioni più basse rispetto al panorama complessivo dei CCNL, nonostante il ruolo sociale che colf, e soprattutto badanti, ricoprono per le famiglie. Come categoria siamo impegnati a migliorare le condizioni delle assistenti familiari e siamo consapevoli delle difficoltà delle famiglie, per questo congiuntamente alle associazioni datoriali abbiamo chiesto al Governo di investire risorse per garantire buona occupazione e supporto economico a chi assume” – afferma Angelica Bravi, segreteria regionale Filcams Cgil Marche – . Il calo delle assunzioni nel 2022, che si osserva anche a livello regionale, è sintomatico di come il settore sia caratterizzato da forte irregolarità, frenata nel periodo pandemico in cui le assunzioni erano aumentate per le necessità legate alle verifiche degli spostamenti. Vanno individuate misure strutturali per favorire l’emersione del lavoro irregolare e per l’inclusione sociale delle lavoratrici, spesso straniere che lasciano le loro famiglie per un lavoro di cura ancora poco riconosciuto. Come Filcams Marche sarà nostro impegno continuare a dare sostegno alle lavoratrici dove c’è bisogno di maggiore consapevolezza sui diritti contrattuali e sulle prestazioni e servizi previsti da Ebincolf e Cassa Colf”.

“I dati confermano tutte le più classiche e vetuste categorizzazioni sul lavoro di cura: dai bambini agli anziani è sempre un lavoro prettamente femminile, precario, non adeguatamente retribuito e considerato poco produttivo” – sostiene Rossella Marinucci, della segreteria regionale della CGIL Marche – “Un lavoro che risponde a bisogni diffusi di assistenza che tutte le famiglie affrontano senza adeguati sostegni pubblici, in termini di strutture servizi e risorse, e che troppo spesso collide con il dovuto riconoscimento dei diritti di un numero importante di lavoratrici sulle quali scarichiamo tutte le contraddizioni del nostro sistema di welfare”.

Consulta la ricerca completa di IRES Cgil Marche su: https://www.marche.cgil.it/wp-content/uploads/2023/06/Lavoratori-domestici-nelle-Marche-2022-1.pdf