DIPENDENTI BANCA D’ITALIA IN SCIOPERO IL 23 MARZO, “NO ALLO SMANTELLAMENTO DELLA RETE TERRITORIALE”

  FISAC-CGIL Banca d’Italia – Marche     FISAC-CGIL regionale Marche     CGIL Marche  DIPENDENTI BANCA D’ITALIA IN SCIOPERO IL 23 MARZO, “NO ALLO SMANTELLAMENTO DELLA RETE TERRITORIALE”  Ancona, 20 marzo 2015 – Il 23 marzo TUTTI i dipendenti della Banca d’Italia incroceranno le braccia. Lo sciopero è stato dichiarato su tutto il territorio nazionale: in Amministrazione Centrale, nelle Sedi Regionali e in ogni Filiale Provinciale. Il Vertice dell’Istituto deve rinunciare al pericoloso progetto di smantellamento della rete Territoriale da cui discenderebbero gravi e irrimediabili ripercussioni sui servizi resi gratuitamente ai cittadini e si evidenzierebbe una perdita di ruolo e di credibilità per tutta l’Istituzione. Nelle Marche, dopo la chiusura nel 2009 della Filiale di Macerata, ora nel mirino ci sono le Filiali di Ascoli Piceno e Pesaro, praticamente l’unico sito dove rimarrebbe aperta la Banca d’Italia sarebbe Ancona… per il momento! Perché il disegno finale è quello di  trasformare l’istituzione in un’Authority.  Il vertice dell’Istituto anziché individuare un’organizzazione capace di esercitare con maggiore efficacia le funzioni istituzionali,  non riconosce le proprie responsabilità e preferisce darsi alla fuga. Emblematico appare l’arretramento della Banca d’Italia nella gestione del contante e dei controlli sugli operatori privati di settore, sconvolti  sempre più spesso da scandali impressionanti. I flussi in ingresso e in uscita dalla Banca d’Italia delle banconote (anche quelle di piccolo taglio 5 e 10 €) sono strategici per il Paese; se passasse il progetto del Vertice assisteremmo, invece, a un ulteriore scadimento dell’efficacia del servizio reso. Per non parlare della sua efficienza che non sarebbe, soprattutto sotto il profilo della sicurezza, neppure valutabile. Il progetto della Banca appare esclusivamente “politico, privo di qualsiasi motivazione e incurante degli impatti sociali”. Siamo certi che se il progetto della Banca dovesse realizzarsi, sarebbe vissuto anche come un’inammissibile cancellazione di un presidio contro l’illegalità, proprio oggi che corruzione e  criminalità dilagano e si diffondono. Il Governatore Visco rifletta sui danni che arrecherebbe al Paese, ai cittadini, alle imprese e ai dipendenti della Banca d’Italia.   

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