NUOVA BANCA MARCHE: INTESA OK, ORA SI GUARDI ANCHE AL TERRITORIO

CGIL Marche   FISAC CGIL Marche   L’Accordo raggiunto nel gruppo Nuova Banca Marche, nella notte tra il 7 e 8 aprile 2017, rappresenta un primo passo per la definitiva sistemazione di questo Istituto bancario che, negli ultimi anni, ha vissuto molteplici vicissitudini. Vicende fonti di forti preoccupazioni non solo per i lavoratori della banca che subiscono le conseguenze più dirette ma per tutta l’economia e la società marchigiana. Dopo la formale richiesta di UBI e l’avvio delle procedure per la cessione della proprietà della Nuova Banca Marche (insieme a Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti) e prima delle inevitabili procedure di ristrutturazione derivanti dal futuro ingresso delle banche in UBI. L’Accordo stipulato da una prima risposta al processo consentendo l’avvio di una fase di forti cambiamenti senza però scelte traumatiche e punitive per i lavoratori della banca. Le caratteristiche salienti dell’Accordo:            Utilizzo volontario del Fondo di Solidarietà del settore credito (Esodi finanziati dalle banche e senza costi per la collettività) per 270 Lavoratrici e Lavoratori, realizzato con un equilibrio, anche innovativo, di incentivazioni, agevolazioni e deterrenze;          Allargamento consistente della possibilità di usufruire del Part Time con giusta attenzione alle distanze e particolari verso le grandi piazze quali Roma;          Razionalizzazione dell uso di Ferie, ex Festività, Banca Ore e Straordinario per consentirne una ordinata azione di scarico giacenze e fruizione;          Giornate di Solidarietà finanziate (parte a carico del Fondo di solidarietà) in misura contenuta con apertura anche alla volontarietà;          Massima Attenzione alla Formazione, Salvaguardia Professionale e Mobilità Territoriale. Ma questa intesa non esaurisce il compito di contrattazione del sindacato, tantomeno esaurisce quello dei sindacati Confederali impegnati alla creazione di un Tavolo regionale con le Associazioni economiche e di impresa, la Regione e le istituzioni locali, per monitorare e confrontarsi su un progetto per l’economia dei territori e la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti ed indiretti.