POSTE: PRESIDIO SLC CGIL MARTEDI’ 6 MARZO DAVANTI SEDE PREFETTURA ANCONA

SLC CGIL Marche   – La politica attuata in questi anni da Poste Italiane con l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro e, di conseguenza, gli organici, si è concretizzata con proposte individuali di incentivi all’esodo che hanno prodotto migliaia di accordi, sottoscritti da altrettante lavoratrici e lavoratori, che prevedevano, tra l’altro, a carico di questi ultimi, il versamento volontario dei contributi per il periodo utile al raggiungimento della pensione.Le ultime modifiche legislative, intervenute a seguito dell’ultima manovra finanziaria denominata “Salva Italia”, hanno profondamente modificato le prospettive di coloro che all’epoca della sottoscrizione dei sopracitati accordi prevedevano di andare in pensione in una data che oggi è stata stravolta.La situazione venutasi a creare è che circa 5000 ex Lavoratori di Poste Italiane, di cui circa 200 nelle Marche, sono rimasti senza la possibilità di percepire la loro pensione alla data preventivata prima dell’emanazione del decreto legge 6 dicembre 2011 nr. 211.Si sono di fatto allungati  di oltre tre, quattro, cinque anni i termini per il raggiungimento dei requisiti pensionistici e pertanto la somma pattuita tra le parti per soddisfare le annualità che dovevano precedere la pensione risulta altamente inferiore e incongrua rispetto alle esigenze e alle aspettative di vita. PER SENSIBILIZZARE L’OPINIONE PUBBLICA SU TALE PROBLEMATICA, SLC-CGIL ORGANIZZA PER IL 6 MARZO ALLE ORE 11.00 PRESSO LA PREFETTURA DI ANCONA, PIAZZA PLEBISCITO UN PRESIDIO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI COLPITI DAI PROVVEDIMENTI E PER CONSEGNARE AL PREFETTO UNA RICHIESTA DI INTERVENTO DA PARTE DEL GOVERNO, PER RIMEDIARE A QUESTA GRAVOSA SITUAZIONE.Si ridarebbe così serenità a migliaia di lavoratori pesantemente penalizzati. 

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