RIFORMA CAMERE COMMERCIO

 
 
UNIONCAMERE Marche     FP CGIL FP CISL FPL UIL Marche
 

 
A conclusione dell’incontro tenutosi il giorno 9 giugno u.s. ad Ancona fra il Presidente dell’Unioncamere Marche Dott. Graziano di Battista affiancato dal Segretario generale dott. Michele De Vita ed i Segretari regionali di FP CGIL, FP CISL, FPL UIL Pertoldi, Talevi, Santini, sul tema della riforma del sistema delle Camere di Commercio viene emanato il presente “comunicato congiunto”.
Riteniamo fondamentale che qualsiasi tipo di intervento volto alla modifica degli assetti attuali delle Camere di Commercio debba avere come ragione principale la risposta ai bisogni e alle esigenze del sistema imprenditoriale marchigiano. Invece di immaginare il potenziamento di uno dei settori più innovativi del sistema delle pubbliche amministrazioni, il sistema camerale è stato visto come uno dei rami dei servizi pubblici da tagliare, da ridimensionare.
La riduzione del 50% del diritto annuale a partire dal 2017 comporterebbe un risparmio medio annuo di circa 63 euro ad impresa (5,2 euro al mese), mentre per le ditte individuali un “alleggerimento” di 2,6 euro al mese.
Pur ritenendo indispensabile un intervento di riforma del sistema camerale, pensiamo si debba ripartire dal ruolo delle Camere di Commercio nel territorio. La ridefinizione del ruolo delle CCIAA con l’attribuzione diretta di funzioni esclusive e/o per delega, consentirebbe una semplificazione burocratica e l’eliminazione delle duplicazioni di funzioni e competenze.
Oggi, a nostro avviso, è necessario rafforzare le attuali funzioni di sostegno al sistema imprenditoriale marchigiano, allo stesso tempo riteniamo prioritario innovare il sistema di servizi anche con nuove attività che possano facilitare la vita delle imprese della nostra regione.
Riteniamo necessario prevedere che le funzioni debbano essere assicurate territorialmente dal sistema camerale ed a tal fine riteniamo fondamentale la permanenza della attuale strutturazione funzionale nel territorio dei presidi delle Camere di Commercio non escludendo la possibilità dell’esercizio in forma associata, nonché una riduzione delle istituzioni che mantenga i presidi. Scelte che comunque dovranno essere assunte dalle Camere di Commercio la cui autonomia non può essere espropriata da altri soggetti istituzionali
Nell’ambito della riorganizzazione è necessario un investimento sulle Unioni regionali, valorizzandone la funzione pubblica di coordinamento assolutamente essenziale nel processo di riorganizzazione e di rilancio del ruolo del sistema, invece di prevederne lo smantellamento come qualcuno ha sostenuto.
Le aziende speciali e le società controllate dovrebbero avere carattere fortemente specialistico ed essere organizzate anch’esse su base sovraprovinciale, senza che questo abbia delle ripercussioni sugli organici in termini di esuberi.
I processi di riorganizzazione devono essere il frutto di scelte funzionali all’efficacia di determinati servizi e ciò è possibile se su tutti i versanti del sistema, sia direttamente nelle camere, sia nelle aziende speciali e nelle società controllate, si ribadisca l’importanza del confronto finalizzato alla valorizzazione del lavoro, alla riqualificazione del personale, scongiurando qualsiasi ipotesi di licenziamento o di esubero.
Tema imprescindibile di questo processo è la valorizzazione dei lavoratori del settore. C’è l’esigenza di un forte coinvolgimento del sindacato nel processo di riorganizzazione dei servizi in funzione della valorizzazione migliore delle professionalità che il personale esprime.
Non bastano gli annunci di autorevoli esponenti del Governo sulla salvaguardia dei posti di lavoro. Non possiamo che fare appello ai Parlamentari marchigiani affinché il decreto attuativo in uscita non distrugga il sistema camerale. Serve investire sul lavoro di chi ogni giorno nelle Camere, nelle Unioni, nelle aziende del sistema, o dentro Unioncamere garantisce servizi eccellenti per tutto il tessuto di imprese delle Marche.