RIORDINO AUTONOMIE LOCALI, TUTELARE I LIVELLI OCCUPAZIONALI E VALORIZZARE I LAVORATORI

Alessandro Pertoldi – Segretario Generale FP CGIL Marche

RIORDINO AUTONOMIE LOCALI, TUTELARE I LIVELLI OCCUPAZIONALI E VALORIZZARE I LAVORATORI

L’intesa sottoscritta ieri da FP CGIL – FP CISL – FPL UIL con i Ministri Delrio e D’Alia, la Conferenza delle Regioni e l’ANCI sancisce il principio che nel riordino istituzionale ed organizzativo del sistema delle autonomie locali l’obiettivo primario è quello della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. La soddisfazione per l’intesa a tutela dei lavoratori di Comuni e Province è quanto mai giustificata perché rappresenta una risposta concreta a quella domanda di garanzie occupazionali che avevamo posto quale premessa per poter avviare qualsiasi confronto sul riordino degli enti locali. L’intesa consente, fra l’altro, di attuare eventuali percorsi di mobilità tra enti non incidendo sugli attuali limiti di spesa e assunzionali previsti per il personale delle amministrazioni riceventi e comunque garantendo la copertura per i trattamenti economici del personale trasferito. L’attuazione dell’intesa avrà due livelli, uno  nazionale ed uno regionale. Questo significa che anche la Regione Marche deve fare ora la sua parte. Per questo sollecitiamo la Giunta Regionale a dare immediata attuazione a quanto condiviso con le organizzazioni sindacali formalizzando quanto prima la costituzione del “tavolo permanente regionale” così come previsto dall’intesa nazionale. Va ricordato che nelle Marche quando parliamo di autonomie locali ci riferiamo a 15.079 lavoratrici e lavoratori, dei quali circa 2.200 sono presenti nelle attuali cinque province marchigiane. Il numero dei dipendenti comunali per 1.000 abitanti vede le Marche, seppur di poco, sotto la media nazionale, 7 per mille contro il 7,44 per mille quale valore nazionale. 
 

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