Riorganizzare i Pronto Soccorsi: non si può prescindere dal Contratto Nazionale di Lavoro

Per riorganizzare i pronto soccorsi si deve attivare il confronto con le OOSS rappresentative e rispettare quanto previsto nel CCNL

Nel tentativo di riorganizzare i P.S. si procede attraverso strategie che non tengono conto dei principi contrattuali

Ancora una volta, da vari fronti, apprendiamo che, nel tentativo di far fronte alla carenza di personale medico nei vari Pronto Soccorsi dell’ASUR, si procede attraverso strategie che non tengono conto dei principi contrattuali di base (come il concetto di equivalenza delle mansioni dettato dal criterio di equipollenza delle discipline – DM 30 gennaio 1998) e che derivano da decisioni improvvisate che aggravano la situazione in atto.

Non si può evitare di osservare che , seppur le ferie estive siano un evento programmabile, solo a ridosso di esse le varie Direzioni Mediche Ospedaliere hanno prodotto fantasiosi piani organizzativi che gettano i professionisti in situazioni di grave rischio clinico e legale, depauperano i Reparti/Servizi, creando un pericoloso e grave rischio di riduzione della qualità dell’assistenza all’utenza.

Si continua ad ignorare i professionisti in causa evitando quello che sarebbe l’unico strumento utile, il confronto a livello regionale finalizzato a produrre linee strategiche condivise e praticabili.

Per questo assieme alla Cgil Medici Marche chiediamo che le criticità legate alle carenze di personale presso i Pronti Soccorsi (e non solo) diventino oggetto di un reale confronto regionale nel quale le parti si impegnano, per quanto di competenza, a condividere uno stesso obbiettivo, diffidiamo L’ASUR e le Aree Vaste dall’applicare interventi non condivisi che violano non solo i termini contrattuali ma anche la dignità dei professionisti ed il diritto alla salute dei cittadini.

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