Cgil Cisl Uil delle Marche in piazza il 1 Maggio

 CGIL   CISL   UILSegreterie regionali Marche   Insieme alla tante iniziative sul territorio regionale che vedranno le tre Organizzazioni sindacali impegnate a celebrare unitariamente la festa del lavoro e dei lavoratori, CGIL CISL E UIL Marche parteciperanno alla Manifestazione nazionale a Bologna. “Lavoro – Diritti – Stato Sociale. La Nostra Europa”, questo lo slogan della manifestazione, per cui si prevedono migliaia di lavoratori da tutta Italia. Il corteo partirà alle ore 10.30 da piazza XX Settembre per giungere in Piazza Maggiore dove si svolgerà il comizio conclusivo dei Segretari Generali di CGIL CISL UIL.   Le strutture confederali stanno  predisponendo, in ogni provincia,  pullman per raggiungere Bologna, città aperta all’Europa, cosmopolita e accogliente, che ha sempre fatto delle battaglie per il lavoro e per la giustizia sociale, i tratti distintivi della sua storia. Una manifestazione, quindi, che nel contesto attuale vuole mette al centro la difesa dei diritti di cittadinanza e di inclusione sociale, che vedono nel lavoro dignitoso il nucleo fondante, come stabilito dalla nostra Costituzione. Un lavoro che diventi il perno di uno sviluppo sostenibile socialmente ed ambientalmente, capace di sostenere un moderno stato sociale  e che veda affermare i diritti fondamentali anche in settori emergenti come quelli della gig economy. Alla vigilia dell’importante appuntamento delle elezioni europee, per CGIL CISL UIL l’obiettivo è costruire insieme un’Europa del lavoro, in cui la crescita sia fondata sui valori della solidarietà, dell’accoglienza, del diritto alla salute, all’istruzione e alla formazione per tutti, ribadendo le rivendicazioni che sono state alla base della grande manifestazione del 9 febbraio scorso a Roma. Nelle Marche ci soffermeremo sulla necessità di sostenere un rilancio dell’occupazione che pur in ripresa nel 2018, è ancora molto al di sotto dei livelli pre-crisi e contraddistinta da fenomeni come il basso tasso di attività femminile, la precarizzazione dei rapporti di lavoro e un’elevata incidenza di lavoro part time, spesso involontario, che contribuisce alla crescita del lavoro povero.E’ pertanto necessario garantire la giusta centralità al lavoro e al welfare, capace di dare impulsi nuovi all’economia di tutti i territori, a cominciare da quelli colpiti dal sisma.  

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