SANITA’ MARCHE – VALORIZZARE LA CONTRATTAZIONE NELLE “AREE VASTE” NO ALL’ ACCENTRAMENTO DELL’ASUR

Alessandro Pertoldi – Segretario Generale Funzione Pubblica CGIL Marche SANITA’ MARCHE – VALORIZZARE LA CONTRATTAZIONE NELLE “AREE VASTE” NO ALL’ ACCENTRAMENTO DELL’ASUR  La riduzione delle risorse e l’idea sbagliata che la sanità pubblica sia un terreno dove si debba solo risparmiare avranno conseguenze dirette sui cittadini marchigiani in quanto determineranno un peggioramento della qualità e della quantità di servizi e prestazioni con rischi concreti sul piano occupazionale per gli operatori della sanità. Questo il risultato dei tagli previsti dalla “spending review”. In questo quadro preoccupante per il futuro del nostro servizio sanitario regionale la contrattazione aziendale rappresenta uno strumento decisivo per la realizzazione di un modello diverso di organizzazione del sistema di erogazione dei servizi, di uno snellimento della burocrazia, dell’abbattimento delle liste di attesa, del miglioramento e potenziamento delle prestazioni erogate. Ma la contrattazione aziendale nel sistema ASUR non potrà produrre questi effetti di miglioramento sin quando non sarà concretamente riconosciuta la reale autonomia alle diverse realtà territoriali. L’accentramento da parte della Direzione Generale dell’ASUR della trattazione di materie che il contratto nazionale di lavoro demanda invece alla contrattazione aziendale rappresenta non solo il tentativo di sminuire il ruolo delle rappresentanze sindacali territoriali ma soprattutto delle RSU recentemente elette (con percentuali di partecipazione al voto superiori all’80% ) e svilisce contemporaneamente il ruolo dei direttori di area vasta. Non è pleonastico richiamare qui l’art. 9 della legge regionale 13 (come successivamente modificata ed integrata): le Aree vaste territoriali provvedono alla negoziazione con le organizzazioni sindacali sulla base degli indirizzi aziendali ed i contratti decentrati integrativi sottoscritti a livello di area vasta sono definitivi. Così come non è pleonastico richiamare l’art.10: il direttore di area vasta rappresenta l’ASUR ai fini della contrattazione decentrata integrativa; è responsabile della contrattazione, dell’organizzazione e della gestione del personale, nomina e presiede la delegazione di parte pubblica, gestisce le relazioni sindacali. Un’Azienda – l’ASUR – che nel tempo ha aumentato del 50% la propria dotazione organica originaria che si avvale inoltre di ulteriori figure professionali provenienti  dagli organici delle diverse ex zone territoriali.  Ma soprattutto dopo l’istituzione della Stazione Unica Appaltante della Regione Marche (SUAM) che per gli Enti del Servizio Sanitario diventa una vera e propria Centrale Acquisti, viene a mancare una delle missioni costituenti. l’ASUR e cioè la centralizzazione degli acquisti e le relative economie di scala.  Di conseguenza viene a ridimensionarsi l’insieme delle funzioni ad essa attribuite. Alla luce della drastica riduzione di risorse operata dalla “spending review” che nella nostra Regione significa non solo riduzione ulteriore di posti letto ma impraticabilità di qualsiasi progetto di potenziamento dei servizi territoriali a partire dalla realizzazione delle Case della Salute, c’è da chiedersi se non siano maturi i tempi da parte della “politica” per una decisione nella direzione del superamento dell’ ASUR e dell’attribuzione della “personalità giuridica” alle “aree vaste” coincidenti con il perimetro delle Province (anche nel futuro assetto), senza per questo compromettere i livelli occupazionali in quanto il personale ora utilizzato rientrerebbe nelle “aree vaste” di originaria provenienza. 

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