Superata l’ennesima emergenza, permetteteci di dire la nostra.

  FP CGIL      FNS CISL      UILPA UILCoordinamenti e Segreterie Regionali Vigili del Fuoco Marche  Al Ministro dell’InternoDott.ssa Annamaria CANCELLIERIAl Sottosegretario di Stato all’InternoDott. Giovanni FERRARAAl Capo Dipartimento VV.F.S.P.D.C.Prefetto Francesco Paolo TRONCAAl Capo del Corpo Nazionale VV.F.Dott. Ing. Alfio PINIAl Direttore Regionale Vigili del Fuoco MarcheDott. Ing Giorgio Aloccie p.c.: Ai Signori Comandanti ProvincialiAnconaPesaro/UrbinoMacerataAscoli PicenoLoro sediAlle Segreterie Nazionali CGIL CISL UIL Roma Agli organi di stampa  Superata l’ennesima emergenza, permetteteci di dire la nostraEgregi,siamo rimasti in silenzio per tutta l’emergenza, come nostra abitudine abbiamo cercato di evitare polemiche in un momento in cui si richiedeva a noi tutti impegno, determinazione e abnegazione. Abbiamo gestito oltre 9000 interventi di soccorso e vi lasciamo immaginare quanto quei giorni siano stati carichi di tensione. Tutti i Vigili del Fuoco della Regione hanno lavorato con turni massacranti di 24 ore, insieme ai colleghi del Corpo Nazionale giunti nella Regione Marche dalla Lombardia, dalla Valle d’Aosta, dal Friuli Venezia Giulia, dal Lazio. I Vigili del Fuoco hanno lavorato in silenzio fino allo stremo delle forze durante l’emergenza, fornendo una risposta efficace ed efficiente al cittadino, in termini d’impegno materiale e psicologico; hanno vissuto l’emergenza in prima linea lontano dalle passerelle riservate dalla stampa a chi aveva tempo di sfilare davanti ai riflettori. Ebbene, pur consapevoli di essere fuori da quel tempismo che una informazione efficace richiederebbe, così come altri hanno saputo magistralmente cavalcare, riteniamo comunque necessario raccontare il parere di chi le emergenze le vive in prima linea tutto l’anno per professione. I dati che la Regione ha consegnato alla stampa per voce del Governatore sono impressionanti e se da un lato si elogia il nostro operato, dall’altro, così come accadde dopo il terremoto dell’Aquila, le azioni politiche ed i successivi indirizzi normativi che legittimamente ci si aspettava non sono certamente arrivati. Quindi siamo alle solite; ennesima emergenza elogi a non finire, grandi “pacche” sulle spalle, ma poi come al solito cala il sipario e tutto torna come prima. Dai terremoti alle alluvioni, passando per gli incendi di vaste proporzioni, agli incidenti industriali coinvolgenti sostanze pericolose, fino al più recente soccorso alle persone coinvolte nell’incidente di una nave da crociera all’isola del Giglio, i Vigili del Fuoco hanno continuato a portare tra la gente l’esempio di un Italia che funziona, un pezzo del sistema Stato che con professionalità, umiltà e discrezione risponde a tutte le chiamate di soccorso. Tuttavia sempre più spesso il Corpo Nazionale e i Vigili del Fuoco sono per i politici una fiaccola da accendere nelle grandi occasioni ai fini della propria visibilità. Riteniamo sia giunta l’ora di rompere il silenzio!!!! Siamo stanchi di ricevere elogi da una parte e tagli di risorse dall’altra, risorse che sistematicamente sono assegnate a chi si dedica all’emergenza nel tempo libero. L’ultima emergenza ha dimostrato per l’ennesima volta, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che occorre professionalità, risorse umane formate e addestrate ogni giorno, non solo durante qualche week and ed in occasione di feste paesane, dotate di mezzi adeguati e tecnologicamente all’avanguardia considerato che in certe situazioni i rischi e le responsabilità anche individuali sono elevate. Con ciò vogliamo sottolineare che un vero sistema di Protezione Civile non ha ragion d’essere se la sua componente fondamentale, il Corpo Nazionale, così come recita all’art.11 della legge che ne è fondamento, il D.lgs 25592, viene discriminato e reso inefficiente soprattutto sul piano economico a favore di gruppi di volontariato che con sempre maggior insistenza, e spesso per volontà della politica, altro non sono che surrogati dei professionisti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco La storia c’insegna che le posizioni di vertice di talune associazioni di volontariato godono del sostegno politico di tutto l’arco parlamentare, in maniera trasversale, ed in forza di ciò stipulano convenzioni al limite del lecito ed in barba alle tante sentenze che arricchiscono una sempre più consolidata giurisprudenza, attenta ed intenta a riportare nell’alveo del rispetto reciproco i ruoli e i compiti istituzionali dei tanti attori coinvolti sulla scena delle emergenze. Ora sarà senz’altro a tutti ben chiaro che svuotare di risorse le componenti dello Stato deputate istituzionalmente alla Sicurezza ed al Soccorso Pubblico è una strategia atta a renderle inefficienti, a tutto vantaggio di coloro che cercano di sostenere che con l’esercito del volontariato sia possibile sostituire la componente professionista a costi inferiori. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Sarebbe interessante mettere al corrente i cittadini di quanto costa a questo Paese il sistema di Protezione Civile così come è organizzato e quanto invece sarebbe più efficace, a parità di costi o addirittura con costi inferiori, avere per 365 giorni l’anno un Corpo dotato di mezzi e attrezzature all’avanguardia, uomini formati e appositamente attrezzati, dislocati in modo capillare ed uniforme sul territorio. La realtà purtroppo è ben diversa e vede nella nostra Regione, solo per citare alcuni esempi, un elicottero finanziato per il soccorso sanitario che di fatto si occupa di Soccorso Tecnico Urgente, compito istituzionalmente assegnato per legge ai Vigili del Fuoco, anche se una convenzione sottoscritta tra la Regione Marche e il Ministero degli Interni prevedesse, per garantire un miglior soccorso e una migliore razionalizzare delle risorse, la realizzazione di un servizio, appunto in convenzione, di elisoccorso con elicottero e personale VF da poter utilizzare per il Soccorso Tecnico Urgente nei vari scenari emergenziali e anche come secondo elisoccorso sanitario in caso di necessità, perché tale obbiettivo non si è perseguito e si è preferito rivolgersi ai privati? Di contro i Vigili del Fuoco devono sopperire a carenze strutturali del servizio sanitario utilizzando mezzi e personale proprio per svolgere un’attività assegnata per competenza alle Regioni. Tutto questo nasce da precise volontà politiche di vertice, che ignorano accordi quadro siglati con il Corpo Nazionale, ma stipulano poi convenzioni con enti di volontariato che non sono in grado per loro natura di garantire un servizio di soccorso immediato ed adeguato alle esigenze e alle richieste dei cittadini togliendo loro la possibilità di avere un servizio a 360 gradi, garantito da personale altamente qualificato che saprebbe dare risposte tempestive ed efficaci in ogni scenario incidentale dall’appennino al mare; e stiamo parlando di una Regione con 350 chilometri di costa. La musica si fa leggermente più soave soltanto nei territori, dove si vive un rapporto più diretto con le Autorità Amministrative dei Comuni coinvolti, e la collaborazione diventa sincera ed efficace perché si fa meno “politica” e si bada maggiormente al concreto e alle esigenze della comunità. Il nostro vero timore è che, come già accaduto in passato l’attenzione cali, e nonostante gli elogi ed i buoni propositi contenuti negli annunci mediatici profusi a tutti i livelli, i Vigili del Fuoco si ritrovino ancora una volta da soli nelle loro sedi a leccarsi le ferite lasciate dalla calamità. Presto arriverà il caldo e ci si concentrerà sugli incendi di bosco, ma è in noi tutti ancora vivo il ricordo dell’estate 2006 quando gli incendi imperversavano su tutto il territorio Regionale colpendo duramente la provincia di Ascoli Piceno, bene, in quel caso il piano AIB della Regione si dimostrò inefficace, l’emergenza si chiuse soltanto dopo l’invio delle nostre Colonne Mobili Regionali con le quali si mobilitarono 200 Vigili del Fuoco e 120 mezzi dei Vigili del Fuoco. Giova a tal fine ricordare che la tutela del patrimonio boschivo è competenza delle Regioni le quali sanno perfettamente che con un minimo sforzo economico, finanziando cioè in convenzione poche squadre di Vigili del Fuoco, si arruolano tutto il Corpo Nazionale. Il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco è istituzionalmente preposto alla salvaguardia della vita umana degli animali e dei beni. Il bosco non è forse un bene? Non è forse un patrimonio collettivo? Per quale motivo quindi i Vigili del Fuoco intervengono, spesso da soli, negli incendi di bosco e altri percepiscono per questo compito le previste risorse? I più forse ignorano che ai Vigili del Fuoco non è neppure consentito allertare, nè tantomeno coordinare i mezzi aerei per lo spegnimento dei boschi in fiamme, questo anche quando siamo i primi, e a volte gli unici, ad intervenire sullo scenario. Tutto ciò non è più accettabile, e l’ultima emergenza neve ne è stata l’ennesima conferma, i Vigili del Fuoco che rispondono a tutte le esigenze sostituendosi totalmente ad altri, e gli “altri” chiusi dentro pseudo sale operative a coordinare? Chi? Siamo al capolinea è giunto il momento di rimettere ordine! Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha bisogno di risorse economiche ed unane per poter funzionare e rispondere efficacemente alle emergenze, i Vigili del Fuoco hanno bisogno di vedersi riconoscere condizioni di lavoro migliori, contratti di lavoro rinnovati e soprattutto onorati, certezze nei tempi di pagamento degli straordinari e soprattutto di un’organizzazione che li supporti nel delicato lavoro che svolgono.Ci rivolgiamo alla Dirigenza del Corpo Nazionale, alla Politica, quella perbene, se ci siete BATTETE UN COLPO!! 

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