Trasporto pubblico locale, CGIL, CISL e UIL: “Nelle Marche aumentano le tariffe ma i servizi restano al palo”

Mentre molti marchigiani hanno iniziato le ferie, la Giunta Regionale, in silenzio, ha deliberato l’aumento delle tariffe del trasporto pubblico. È quanto denunciano le Segreterie regionali di Cgil Cisl e  Uil,  che  portano  come  esempio  l’aumento  del  biglietto  base  fino  al  15%  a  seconda  della  classe chilometrica, con un incremento pari all’8% nella classe 1 (da 0 a 6 km di percorrenza) che si traduce in un rincaro del biglietto da 1,25 euro a 1,35. Se la media delle tariffe non registra aumenti, è solo grazie alla riduzione dei biglietti con percorrenza superiore ai 100 km (classi 14- 23). Di fatto hanno aumentato  le  tariffe  più utilizzate  dai  cittadini  e  ridotto  quelle  residuali.  Un  gioco  di  prestigio  che formalmente appare una rimodulazione, ma in realtà aumentano i costi per i cittadini a favore delle imprese. I più penalizzati saranno gli utenti di tratte tra i 60 e i 70 km, che subiranno appunto un rincaro del 15% del titolo di viaggio, da 4,20 euro a 4,85.

Nessun aumento in vista, invece, per gli abbonamenti settimanali, mensili ed annuali, ma cambiano i termini di decorrenza, essendo ora legati alla settimana o al mese solare. I rincari non risparmiano neppure gli studenti: l’abbonamento annuale ad essi dedicato non sarà più calcolato su 7 mesi ma su 7 e mezzo: un aumento che sfiora il 10%.

«Da tempo abbiamo chiesto all’assessore Castelli di rivedere I collegamenti degli autobus marchigiani – dichiarano Cgil Cisl e Uil Marche -. Sono oltre 20 anni che le percorrenze sono sempre le stesse ma, come abbiamo fatto notare all’assessore, i bisogni dei marchigiani sono profondamente mutati. Per aumentare l’utilizzo del trasporto pubblico occorre avere il coraggio di cambiare, fare una mappatura delle nuove esigenze di trasporto e di conseguenza adeguare le percorrenze».

«Abbiamo proposto nuovi collegamenti tra le zone industriali e le città limitrofe, tra l’aeroporto e lestazioni ferroviarie, tra entroterra e costa – proseguono i sindacati -. Ci siamo anche resi disponibili a partecipare alla creazione e alla diffusione di un questionario per capire i bisogni dei marchigiani. La risposta della Regione è stata invece l’aumento delle tariffe lasciando invariati i servizi».

«Mentre in altre regioni si fanno scelte che rendono i servizi di trasporto pubblico accessibili gratuitamente agli studenti, anche in ottica di sostenibilità ambientale, nella Marche si rincarano i prezzi, in un momento tra l’altro in cui ampie fasce di marchigiani si vedono falcidiare lo stipendio o la pensione dall’inflazione».

«Ancora una volta – concludono le Segreterie regionali – si è cercata la via facile, lasciando pagare ai cittadini le inefficienze e l’incapacità progettuale delle aziende del settore, ancora restie a fare sistema per elevare il livello dei servizi».

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