Vigili del Fuoco Marche LETTERA APERTA

FP-CGIL CISL UIL
Coordinamenti e Segreterie Regionali Vigili del Fuoco Marche
LETTERA APERTA  Oggetto: allarme condizioni Vigili del Fuoco Marche

Illustrissimi;

riteniamo senza retorica che l’ attuale momento possa essere definito, in particolare per il mondo del lavoro, come uno dei più bui dal dopoguerra a oggi, la forte crisi finanziaria ampiamente sottovalutata nel recente passato e, a nostro avviso, mal affrontata nel presente, sta letteralmente sgretolando la nostra società e l’intero sistema paese. Le difficoltà economiche si stanno scaricando sulla parte più debole del paese, coinvolgendo principalmente i lavoratori dipendenti, pubblici e privati che stanno pagando per intero il costo di una crisi creata dalle lobby speculative e da una politica incapace di governare un così delicato momento. In questo contesto, in quanto lavoratori pubblici, nonostante la riconosciuta specificità, si trovano anche i Vigili del Fuoco i quali, per loro compito, sono sempre pronti a portare “aiuto” a tutti con il solo obbiettivo di alleviare piccole o grandi pene e risolvere piccoli o grandi problemi che i cittadini si trovano ad affrontare. Negli ultimi tempi però i Vigili del Fuoco non ce la fanno più! Sono giunti allo stremo, stritolati da un sistema che vede come unico obiettivo quello di TAGLIARE le spese senza tuttavia valutarne opportunamente le conseguenze. Assistiamo giornalmente a scelte politiche che minano nel cuore la missione dei Vigili del Fuoco rendendoli di fatto inefficienti e smantellandone l’importante ruolo sociale, in un momento per giunta estremamente delicato. Siamo giunti a queste non piacevoli considerazioni dopo un attenta analisi e dopo aver 1ricostruito fedelmente passo dopo passo le scelte fatte, e quelle che anche oggi gli attuali vertici politici del Corpo si apprestano a fare, presentando a giustificazione sempre la stessa motivazione; c’è crisi e quindi dobbiamo “tirare la cinghia”, mentre parallelamente una cattiva organizzazione assistita da un sistema fortemente accentrato continua a bruciare enormi risorse, anche per fini molto poco nobili. Solo partendo da questo assunto possiamo comprendere certe scelte, che palesemente indeboliscono il Corpo Nazionale disconoscendone il ruolo e la particolare funzione, mentre parallelamente assistiamo al rafforzamento di un “deviato” sistema del volontariato non sussidiario ma bensì sostitutivo della componente professionista con costi spesso maggiori di quelli dei professionisti, poiché spesso si ricorre a convenzioni con soggetti privati, che, pur volendone cogliere ogni più nobile aspetto, non si può disconoscerne la minor efficienza. I Vigili del Fuoco delle Marche non fanno differenza, e al pari dei colleghi di  tutt’Italia soffrono di queste scelte che riteniamo assolutamente illogiche, e che stanno portando i Comandi della Regione al totale collasso, con pochi uomini, scarse attrezzature, sedi di servizio fatiscenti (Ancona e Fano) e per effetto dei continui tagli lineari nessuna risorsa economica per il futuro, per di più in un sistema di Protezione Civile assai “ingerente” capace di muoversi sul territorio in completa autonomia spesso perseguendo obbiettivi non
sempre chiari e condivisi da tutte le sue componenti. Questi sono i fatti, e se tutti noi abbiamo a cuore il futuro del Corpo, le SS.LL. in indirizzo converranno che rimane difficile capire perché non si riescano a definire alcune fondamentali questioni che contribuirebbero a ridare al personale un po’ di speranza nel futuro: Perché non vengono sbloccate le procedure per i passaggi di qualifica a CR e CS, le cui carenze stanno mettendo in ginocchio i Comandi? Perché non vengono emanati i Decreti su riordino e competenze delle Direzioni Regionali e quelli inerenti le nuove piante organiche? Perché non si persegue l’obiettivo, con costi economici invariati, di stabilizzare tutto il personale che oggi viene richiamato in servizio ogni 20 giorni e che comunque costano alla casse dello Stato circa 100 ml di euro all’anno? Perché non vengono riconosciute ai Vigili del Fuoco quelle peculiarità “particolari” di lavoro usurante, quando le statistiche dimostrano ampiamente che purtroppo i Vigili del Fuoco “muoiono di lavoro” per esposizione all’amianto e non solo? Perché si pensa che un Vigile del Fuoco possa rimanere in servizio fino a 65 anni o oltre stando appeso a 30 metri da terra piuttosto che all’interno di uno stabile in fiamme con 600 gradi all’interno senza problemi come se di anni ne avesse 20? Perché si continuano a tagliare risorse pur sapendo che le sedi i mezzi e le strutture dei Vigili del Fuoco stanno cadendo a pezzi? Perché non si valorizza il Corpo Nazionale dandogli il ruolo che gli spetta all’interno del sistema di Protezione Civile in un momento in cui si discute proprio della modifica alla legge 22592 . Perché si lascia che altri si approprino di competenze che spettano al Corpo Nazionale senza opporre o quasi resistenza lasciando intendere che tanto e lo stesso (vedi circolare CNSAS)? Perché ci si spinge sempre più in là con la stipula di convenzioni, spesso ambigue, che tendono a sottrarre competenze ai VVF offuscandone anche il ruolo, a vantaggio di associazioni di volontariato composte per giunta anche da ex colleghi in congedo (vedi ANVVF), senza un preventivo e costruttivo confronto con le OO.SS che rappresentano il personale in servizio? Perché ci si ricorda dei Vigili del Fuoco solo in occasione delle disgrazie e delle emergenze e si lasciano poi “marcire” dentro sedi di servizio fatiscenti e senza attrezzature idonee uomini e donne del Corpo Nazionale che non chiedono altro che poter svolgere al meglio il proprio lavoro? A queste domande vorremmo avere delle risposte che vadano al di la delle solite affermazioni di circostanza sulla crisi economica e sul particolare momento, e le vorremmo da chi oggi rappresenta il Corpo Nazionale nelle sue articolazioni di vertice sia di livello politico sia di livello tecnico, risposte concrete che possano “sconfessare” queste nostre affermazioni, diversamente i Vigili del Fuoco delle Marche, non potranno cambiare il proprio sentimento, un misto di rabbia e scoramento alimentato oltre che dalle problematiche interne alla categoria, anche da ciò che vediamo e leggiamo giornalmente sulla Tv e sui giornali, situazioni al limite delle decenza e offensive per i lavoratori e per chi, come i Vigili del Fuoco, rischiano la vita per 1300€ , vittime per di più di una riforma del sistema previdenziale che vede la categoria fortemente penalizzata, che andrà a rimpinguare l’elenco dei futuri poveri dopo aver “donato” la propria vita professionale alla società. IL tempo delle promesse, delle pacche sulle spalle e degli elogi strumentali è finito, i Vigili del Fuoco Marchigiani chiedono risposte concrete, a Lei Sig. Ministro uno specifico impegno nei confronti del Governo per ridare al Corpo Nazionale il lustro che merita ed una rinnovata efficienza, ai vertici Tecnici un “sussulto” utile a scongiurare quanto sopra descritto, e soprattutto un ritrovato “orgoglio” nell’essere Dirigente del Corpo, alle OO.SS Nazionali che leggono per conoscenza d’intraprendere ogni utile iniziativa, anche eclatante, che possa mettere in risalto le pessime condizioni di lavoro in cui versano i Vigili del Fuoco Marchigiani e più in generale di tutta Italia, oltre a denunciare fortemente la maggiore insicurezza a cui i cittadini tutti saranno sottoposti nel futuro per effetto del sostanziale smantellamento del Corpo Nazionale. Siamo alla fase due del programma di questo Governo, dopo il rigore la crescita, per cui c’è da chiedersi: “..può crescere uno democrazia evoluta che non investe nel proprio futuro facendo tesoro del suo passato?”

Ancona 27/04/2012   FP-CGIL
Renato Ripanti
FNS-CISL
Cinzio Scatassa
UIL-PA
Tito Cerri
 

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