CONTROLLO CALDAIE. le associazioni dei consumatori sulla proposta di legge regionale: NO AD AGGRAVI A CARICO DEI CITTADINI

  adiconsum   adoc   federconsumatoriRegionali Marche   CONTROLLO CALDAIE. le associazioni dei consumatori sulla proposta di legge regionale: NO AD AGGRAVI A CARICO DEI CITTADINI  Adiconsum, Adoc e Federconsumatori prendono le distanze dalla Proposta di Legge Regionale riguardante il recepimento della normativa nazionale in ordine al controllo degli impianti termici degli edifici e, in una articolata risposta alla Regione, spiegano il loro dissenso su diversi punti della proposta, chiedendo modifiche al testo di legge. La bozza era stata presentata nei giorni scorsi nel corso di una riunione tecnica svoltasi presso la Regione, nella quale erano subito emerse perplessità e dissensi.“La proposta presentata dalla Regione non può trovarci d’accordo – hanno dichiarato i presidenti regionali Santinelli, Marozzi e Santori – perché rischia di produrre un ulteriore pesante balzello per le famiglie, già in difficoltà a causa della crisi e perché conserva elementi di ambiguità che rendono la materia incomprensibile ai comuni cittadini”.Il punto più controverso riguarda la frequenza dei controlli di efficienza energetica degli impianti presso le abitazioni dei marchigiani; la legge nazionale (il DPR 74/2013) prescrive i controlli ogni 4 anni mentre l’attuale legge regionale prevede questo adempimento ogni due anni;  la nuova proposta di legge, con una formulazione ambigua e poco trasparente, lascia inalterati i controlli ogni due anni. Altro punto molto delicato riguarda i costi di tutti questi adempimenti. “Dalla semplificazione introdotta dalla legge 74/2013 ci saremmo attesi un risparmio per le famiglie marchigiane – hanno continuato i responsabili delle associazioni dei consumatori – mentre invece siamo in presenza di un aggravio della spesa che, in un periodo difficile come questo, è veramente inaccettabile”. L’aggravio della spesa è rappresentato dal raddoppio del costo del “segno identificativo” (ex bollino verde, una specie di tassa per la costituzione del catasto degli impianti, ecc.) che dagli attuali 7 euro passerebbe a 14 euro e dall’aumento del costo delle ispezioni  sui non autocertificati  da parte degli enti preposti  che in alcuni casi potrebbe raddoppiare e , fra l’altro, tale misura rischia di rappresentare un vero e proprio “via libera” all’aumento del costo dei controlli da parte delle imprese di manutenzione. Altro appunto che viene mosso dalla proposta di legge è la scarsa trasparenza.“Per il cittadino – hanno proseguito le associazioni dei consumatori – è molto difficile capire quali sono gli adempimenti che gli competono, dovendosi districare dentro un articolato di 6 articoli che rinvia ad un allegato di 74 pagine composto da 16 articoli e “19 allegati dell’allegato”. Peraltro, ciò che prima era stato approvato dal Consiglio regionale, viene oggi trasferito nel Regolamento, prevedendone, quindi, le eventuali successive modifiche con atto di Giunta.Da queste considerazioni muovono le richieste di semplificazione, contenimento dei costi e trasparenza, che le tre associazioni hanno presentato alla Regione,  e sulle quali non intendono demordere, che in sintesi si riassumono in questi punti:1)     La frequenza dei controlli di efficienza energetica degli impianti termici fino a 100KW deve passare dagli attuali 2 anni ai 4 anni previsti dalla legge 74/2013;2)     I costi del “segno  identificativo” e delle ispezioni non devono subire aumenti;3)     La trasparenza è esigenza irrinunciabile: è necessario accompagnare la legge con un vademecum predisposto dalla Regione, che spieghi in modo comprensibile gli adempimenti a cui sono tenuti i cittadini.  

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