GIUSTIZIA: OGGI  PRESIDIO LAVORATORI PRESSO CORTE D’APPELLO ANCONA

Alberto Beltrani – segretario regionale FP CGIL Marche  GIUSTIZIA: OGGI  PRESIDIO LAVORATORI PRESSO CORTE D’APPELLO ANCONA Partecipato presidio unitario dei lavoratori della Giustizia   Si è svolto questa mattina il presidio unitario dei lavoratori della Giustizia delle Marche sotto la Corte d’Appello di Ancona, per protestare contro il provvedimento del Governo e del Ministro Severino mediante il quale si procederebbe alla chiusura dei GDP (Giudici di Pace) e Tribunali sezioni distaccate con sedi diverse dai capoluoghi di provincia. Molti i lavoratori presenti, provenienti da tutte le province delle Marche. 200 i lavoratori interessati dalle chiusure e accorpamenti, per i quali il Ministro Severino non ha ancora chiarito come, dove ed a quali condizioni saranno trasferiti. Una riorganizzazione geografica nata male che si fonda su dati ISTAT vecchi risalenti al 2001. Criptici e fumosi i risparmi che questa operazione determinerebbe nelle casse dello stato, solo se si pensa che i Tribunali che rimarranno operativi dovranno sicuramente procedere a ristrutturazioni, se non ad acquisti o affitti di nuovi locali per poter accogliere le funzioni, i lavoratori e gli archivi delle sedi in chiusura. Una riorganizzazione non condivisa che comporterà pesantissimi riflessi sui cittadini e sugli operatori e che cambierà profondamente la percezione dello stato percepita sui territori. La chiusura e gli accorpamenti arrivano in un momento critico, nel quale tra l’altro ancora non è partito il processo telematico. Prima si chiudono gli uffici e poi si attuano le riforme. La FP CGIL chiede al Ministro severino un confronto sindacale capace di ascoltare anche le proposte dei sindacati e dei lavoratori e di costruire una riorganizzazione geografica della giustizia condivisa e che non sia solamente l’ennesimo semplice taglio lineare. L’attacco ai lavoratori ed i servizi pubblici iniziato da Brunetta rischia di essere portato a termine dal Governo Monti attraverso una revisione della spesa che si preoccupa solo di tagliare lavoratori pubblici e servizi, senza alcun chiaro confronto sindacale.