MODA MARCHE, TICA’ (FILCTEM CGIL MARCHE): LE AZIENDE NON RINNOVANO IL CONTRATTO DI LAVORO, DECISIONE SENZA PRECEDENTI. NELLE MARCHE, INTERESSATI CIRCA 40MILA LAVORATORI

FILCTEM CGIL Marche MODA MARCHE, TICA’ (FILCTEM CGIL MARCHE): LE AZIENDE NON RINNOVANO IL CONTRATTO DI LAVORO, DECISIONE SENZA PRECEDENTINELLE MARCHE, INTERESSATI CIRCA 40MILA LAVORATORI La Federazione del Sistema Moda Italiana (SMI), aderente a Confindustria, il 22 novembre 2012 ha deciso che per i quasi 500mila occupati nel settore moda, 40mila circa nelle Marche, (il 60% sono donne) non ci sono le condizioni per rinnovare il contratto collettivo nazionale di lavoro che scadrà il 31 marzo 2013. Le organizzazioni sindacali unitarie avevano inviato nei giorni scorsi alle controparti la piattaforma di rinnovo nel rispetto di ogni accordo interconfederale incluso quello del 28 giugno 2011. “Con  la decisione di non voler rinnovare il contratto nazionale, che non ha precedenti nel comparto moda, si mortifica e si penalizza il lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori italiani e marchigiani che rappresentano  una delle principali voci del PIL regionale”, è il commento del coordinatore regionale della Filctem Cgil Domenico Ticà. La piattaforma di rinnovo è attenta alle tematiche dell’orario, della flessibilità condivisa, delle delocalizzazioni distruttive delle produzioni e dell’internazionalizzazione delle imprese, insieme alla responsabilità sociale delle stesse, allo scopo di non incentivare la concorrenza sleale. “La richiesta di 132 euro di aumento mensile per il triennio contrattuale – continua Domenico Ticà – è la risposta coerente ad una rivalutazione del salario rispetto alla consistente perdita di potere d’acquisto. E’ invece pretestuosa e incomprensibile la posizione di SMI nel definire la piattaforma “tradizionalmente rivendicativa”  almeno per due motivi: il primo perchè basta leggerla per accorgersi quanto sia equilibrata ed aderente alla fase, il secondo perché nel tessile mai “neanche a parere delle controparti” una piattaforma e stata “tradizionalmente rivendicativa”. Quindi non esiste un precedente”. Anzichè “accampare pretesti – conclude Ticà –  si affrettino ad aprire il tavolo negoziale per misurarsi sugli effettivi contenuti e sui valori della piattaforma. A parere dei lavoratori e delle lavoratrici che l’hanno approvata nelle assemblee dei luoghi di lavoro prima e definitivamente a Bologna il 15 novembre scorso nell’assemblea nazionale di delegati e delegate: la contrattazione nazionale è l’essenza per regolare ed aggiornare, regole, diritti e doveri nei luoghi di lavoro.Il Ccnl è leva , strumento ed opportunità per un comparto fatto di alte professionalità ed eccellenze che credono nel lavoro italiano e marchigiano”. 

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